Proteggere la rete wireless è molto importante e in questa guida spieghiamo cosa fare.

Se qualche anno fa era cosa riservata ai pochi amanti della tecnologia, attualmente in quasi tutte le abitazioni italiane è presente la connessione ad internet mediante wireless, che ci consente di girare per la casa con il nostro smartphone o il nostro notebook, passando dal bagno alla cucina senza separarci dall’immenso mondo di internet.

Le reti wireless sono spesso vulnerabili e questo rappresenta un pericolo per i nostri dati personali, documenti e file riservati.

La primissima cosa da fare è cambiare la password login di default presente nel router. Non sono pochi gli utenti che lasciano i dati di accessodi default di connessione del router, permettendo così al primo che passa con un pò di malizia di entrare nel pc. Gli hacker, anche se sarebbe più giusto utilizzare il termine cracker, hanno a disposizione la lista completa delle password di base dei vari modelli di router e per prima cosa mediante software appositamente costruiti, passano in rassegna tutte le combinazioni possibili in tempi incredibilmente brevi.

Un’altra cosa operazione importante da eseguire è l’aggiornamento del software che gestisce il router. Tutti i programmi necessitano di essere aggiornati, in modo da eliminare eventuali bug presenti. I pirati sfruttano a volte queste falle scoperte e segnalate per accedere all’interno del router. Non dovete pensare che l’update del software sia una operazione complicata, i dispositivi più moderni dispongono del wizard guidato, ossia del percorso facilitato per accedere alla versione appena uscita.

Un consiglio utile è quello disabilitare il SSID Broadcasting, un piccolo codice di identificazione che è presente nella rete Wireless. Questo non è un dato di poca importante in quanto il nostro computer deve essere in grado di conoscerlo se vuole accedere alla connessione wireless, poichè anche il più piccolo pacchetto di dati scambiato tra computer e rete lo contiene al suo interno. Pertanto, è meglio adottare un codice alfanumerico ossia composto da lettere e numeri piuttosto che un semplice ed elementare SSID di tipo wlan. Una volta disabilitata questa funzione, l’Access Point interrompe subito la comunicazione pubblica di questa funzione della rete. Inoltre, se disabilitiamo il ping di broadcast, rendiamo inutili i vari strumenti di analisi del protocollo wi-fi 802.11b in quanto risulta invisibile l’Access Point.

I computer che sono collegati alla rete dispongono di un indirizzo IP che può essere statico e dinamico. Oltre a questo parametro, ogni computer dispone di un identificativo univoco, chiamato Mac Address, ossia indirizzo macchina. Un interessante stratagemma è quello di inserire un filtro proprio nell’Access Point, il quale permette il passaggio solo per alcuni indirizzi MAC che noi selezioniamo, in tal modo potranno accedere alla nostra rete domestica soltanto le macchine autorizzate. Non si esclude l’ipotesi che i cracker siano in grado di modificare il proprio indirizzo MAC, tuttavia è una operazione non semplice e che richiede molto tempo. Nel caso di una normale rete casalinga, è impensabile che un pirata informatico preparato perda intere giornate nell’individuare e falsificare il proprio indirizzo macchina.

Al fine di crescere ulteriormente la sicurezza della rete è buona norma rendere inattivo l’accesso remoto, la cosiddetta assistenza o amministrazione remota. Inoltre, dobbiamo ricordarci di attivare assolutamente i tre livelli di crittografia per le reti wireless casalinghe Wep, Wpa e Wpa2. Solo nel caso di schede di rete di vecchia generazione come la 802.11b o adattori obsoleti è consigliabile non attivare la protezione WEP, la quale è facile preda anche di quei pirati improvvisati. In ultima analisi, per tutti i router moderni che trovate nei supermercati o nei negozi tecnici, si può adoperare la crittografia Wpa e Wpa2.

Seguendo questi consigli è possibile aumentare la sicurezza della rete wireless.

In un momento di crisi economica come questo, potrebbe venirci in mente di investire parte dei nostri risparmi, per chi è fortunato e ne ha, in azioni. Si sente spesso parlare di questo argomento, di aziende che vivono situazioni non proprio floride delle quali sono in vendita pacchetti di azioni a prezzi stracciati o di investimenti vari che risulterebbero super redditizi a seconda dei promotori finanziari che li propongono. Bisogna però essere davvero attenti quando si cammina su questi sentieri, perché mettere in gioco i proprio risparmi ha sempre il suo fattore di rischio.

Quando vogliamo investire in azioni, dobbiamo innanzitutto cercare di informarci quanto più possibile, sia attraverso giornali di settore, come Il Sole 24 ore, sia attraverso i canali online maggiormente accreditati. Se poi abbiamo la fortuna di avere un buon rapporto con la nostra banca, sicuramente la consulenza del promotore sarà fondamentale per la scelta del pacchetto da acquistare.

Quindi, la prima fase della trattativa, senza alcun dubbio prevede la conoscenza dell’argomento.

Investire in azioni vuol dire anche conoscere almeno in minima parte la nomenclatura del settore. Sappiamo per esempio cosa vuol dire comprare titoli dal rating AAA, se non lo sappiamo, iniziamo a dirvi noi che questo è un tipo di investimento che dovrete assolutamente tenere in considerazione, perché è certamente uno degli acquisti maggiormente garantiti.

Il secondo passo è quello dell’investimento vero e proprio. Potrete farlo tramite internet o presso la vostra banca, dove aprirete un conto corrente collegato ad un deposito titoli sul quale metterete la somma investibile in azioni. Il nostro consiglio è quello di preferire sempre il metodo bancario per una maggiore garanzia di investimento.

Proteggere i documenti personali da occhi indiscreti è sempre più importante e in rete troviamo programmi che permettono di eseguire questo tipo di operazione in modo semplice.

Non pensiamo che sia sufficiente mettere la password di protezione al pc per essere completamente sicuri che nessuno possa accedervi, per essere protetti è necessario utilizzare strumenti più avanzati

Per proteggere i file occorre crittografarli, parola difficile che indica un processo in realtà molto semplice, ossia oscurare il contenuto del documento. Un software molto efficace per crittografare i file si chiama ProtectFile, il quale lavora anche con i documenti Word, PowerPoint ed Excel, oltre che con le fotografie ed i video di qualsiasi estensioni essi siano.

Senza la nostra autorizzazione, nessuno è in grado di aprire i file protetti e crittografati da ProtectFile. Le password vengono memorizzate e salvate all’interno dei file crittografati, rendendo così sicura ed altamente affidabile l’operazione di cifratura.

ProtectFile è completamente integrato con Windows Explorer, mediante il quale si può attivare il software direttamente dal pulsante destro del mouse, in maniera veloce, semplice, elementare ed immediata.

ProtectFile è un programma molto sicuro e alla portata di tutti. Non dobbiamo quindi preoccuparci di lasciare file riservati anche nel computer dell’ufficio, poichè possiamo crittografarli e renderli inacessibili senza la password.

Non spaventiamoci se il programma non è in lingua italiana, sono davvero pochi i comandi, intuibili anche senza conoscenze tecniche in materia. ProtectFile si può benissimo sintetizzare nelle seguenti funzioni:

– protezione e crittografia di file, cartelle, foto e video
– cifratura sicura a livello di banche
– comprime lo spazio dei file prima di procedere alla cifratura
– può essere utilizzato anche su chiavetta USB (memory stick), su hard disk esterni
– ricerca automatica dei file protetti
– salvataggio della configurazione utente

Un programma da provare

In questa guida spieghiamo come configurare il server SMTP su iPhone in modo da utilizzare la posta sul proprio dispositivo.

Per creare questa guida utilizziamo le informazioni contenute nell’articolo sulla configurazione Smtp su iPhone pubblicato dal sito Tuttoinrete.net.

La procedura da seguire è molto semplice
-Accedere al menu Impostazioni.
-Selezionare Posta, contatti, calendari.
-Cliccare l’opzione Aggiungi Account e selezionare Altro.
-Inserire i vari dati relativi al proprio account di posta come nome, indirizzo e password.
-selezionare Avanti.
-Sceliere POP come tipo di account e inserire le informazioni relative al server di posta del proprio operatore.
-In posta in uscia è necessario configurare il server SMTP.

I dati da utilizzare sono i seguenti, in base all’operatore utilizzato.
Tre – il server SMTP è smtp.tre.it
Vodafone – il server SMTP è smtp.net.vodafone.it
Wind – il server SMTP è smtp.libero.it
Tim – il server SMTP è mail.posta.tim.it

-Inserire Nome utente e password.

La configurazione del server SMTP per iPhone è completata.
Nel caso in cui si utilizzi la connessione WiFi per connettersi, è necessario attivare l’opzione Usa SSL che è presente nelle opzioni avanzate.

La procedura da seguire è quindi molto semplice e la configurazione può essere completata velocemente.

Se in passato la cambiare era un Pagherò, oggi la cambiale è una garanzia che si tornerà in possesso della somma prestata: con questo titolo, si potrà accedere alle forme di pignoramento al pari di qualsiasi contratto bancario.

La cambiale può essere usata tra due o tre soggetti. Quando i firmatari sono due, si di traente e prenditore, ovvero chi riceve e chi eroga un finanziamento, se sono tre si parla di traente, prenditore e trattario, che farà da tramite e da garante per il pagamento della cambiale tra i due e che firma la cambiale.

Se il traente non dovesse riuscire a pagare il debito contratto con il prenditore, allora il trattario sarà obbligato dal titolo ad assolvere il debito contratto tra le altre due parti. Diversamente dal classico prestito bancario, dove servono diversi documenti per effettuare questa operazione, qui basta la sola cambiale per rendere chiaro agli organi giudiziari e non solo la funzione delle tre parti.

Nella cambiale non esiste la motivazione del finanziamento, non potendo motivare la cessione della somma di denaro, chi eroga si tutela chiedendo trattari e giranti, che volontariamente secondo la legge, si impegnino a pagare e a restituire la somma indicata sulla cambiale in caso di problemi.

Questa mancanza di motivazione viene definita come astrattezza della cambiale. A volte, al posto del trattario può essere inserita una banca presso la quale il traente ha un conto corrente. In questo modo, la banca anticiperà l’importo della cambiale, garantendo il prenditore e prelevando poi dal conto del traente il debito sotto forma di prestito personale non finalizzato.

In questo caso, la cambiale prende il nome di cambiale di favore perché direttamente girata verso la banca. Per rendere effettivo questo passaggio, è però necessario un secondo documento, che stabilisca i rapporti tra traente e banca.

Come ben sapete, fino al 2013 l’Italia ha ricevuto dall’Europa dei finanziamenti europei a sostegno delle piccole e medie imprese per la fase di start up. Ogni Regione italiana si è presentata al Fondo Monetario per avere liquidità, da distribuire ai cittadini che non riescono a trovare un lavoro stabile a causa di impegni familiari o per discriminazioni sociali.

Ogni Regione ha così programmato il suo bando, dando la possibilità a tutti i disoccupati di mettersi in proprio ed allontanarsi dallo spettro della crisi.

Vediamo perché l’opportunità del finanziamento europeo è poco sfruttata

-C’è troppa disinformazione. Bisogna passare dai siti ufficiali delle Regioni per sapere a chi sono destinati i fondi, a quanto ammontano, quali attività sono più agevolate di altre, i documenti da portare.

-Abbiamo necessità di un business planner, che trasformi la nostra idea in un progetto di sviluppo concreto, nell’arco di minimo cinque anni, per convincere la commissione regionale della bontà del nostro progetto.

-Dobbiamo fare un colloquio motivazionale presso la stessa commissione regionale, in quanto questa deve verificare la nostra motivazione e il forte legame con il territorio.

In pochi hanno la volontà di passare questi step, entrando finalmente nel mercato del lavoro da imprenditori.

I prestiti a protestati sono molto rari, in quanto pubblicamente le banche vengono a sapere che non abbiamo onorato un debito pregresso.

Per questo, l’unica possibilità per ottenere un finanziamento è un prestito personale nella forma del consolidamento debiti o nella forma della cessione del quinto. In pratica, è necessario essere dipendenti pubblici con contratto a tempo indeterminato, oppure estinguere il proprio debito pregresso e richiedere la cancellazione del protesto.

Per farlo, anzitutto dovete pagare il debito magari sfruttando l’opportunità che vi dà la banca di concordare un nuovo piano di ammortamento, poi dovete rivolgervi in tribunale per cancellare il vostro protesto e per riabilitare la vostra posizione creditizia.

In questo modo, avrete maggiori possibilità. Se il tribunale dovesse negarvelo, avete diecigiorni per ricorrere in appello, per poi richiedere la cancellazione al Crif (registro dei protestati nazionale). Ricordatevi che un debito pregresso porta con sé gli interessi di mora, che ne rendono molto difficile il pagamento. Per questo consigliamo forme di assicurazione sul prestito in caso di perdita del posto di lavoro.

Fate molta attenzione anche al tipo di tasso di interesse applicato ai prestiti a protestati, spesso un po di attenzione evita problemi dopo nel pagamento.

prestiti personali senza busta paga sono un tipo di finanziamenti molto importanti, si tratta infatti di prestiti che possono essere ottenuti anche da chi non ha un lavoro da dipendente e non può quindi utilizzare questo tipo di garanzia.

Le banche richiedono infatti delle garanzie prima di concedere un finanziamento e la presenza di uno stipendio regolare rappresenta sicuramente la garanzia più comune.

Per ottenere i prestiti senza busta paga è quindi necessario individuare altri tipi di garanzie. Una soluzione è rappresentata dal garante, una persona con una situazione finanziaria sicura che si assume i rischi collegati al finanziamento con il debitore. In caso di mancato pagamento delle rate, la banca può quindi intervenire sul garante.

Chi non ha un lavoro da dipendente ma dispone di immobili, può utilizzare questi come garanzia per ottenere i prestiti senza busta paga.

La somma che è possibile ottenere con questo genere di prestiti dipende dalla situazione economica di chi effettua la richiesta e dalle garanzie offerte, solitamente si tratta comunque di prestiti piuttosto ridotti.

La procedura da seguire per ottenere i prestiti è uguale a quella che troviamo per gli altri tipi di finanziamento e anche il rimborso avviene nello stesso modo.

I prestiti senza busta paga possono essere difficili da ottenere, il consiglio è quello di verificare prima di avere delle garanzie valide da offrire e di utilizzare poi la rete per individuare le offerte disponibili online. I siti dedicati ai prestiti rappresentano infatti il modo più veloce per trovare un prestito anche in questo caso.

Spesso abbiamo parlato della possibilità di mettersi in proprio come occasione di lavoro in tempi di crisi economica. I prestiti d’onore fanno parte dei prestiti che lo Stato eroga a tasso agevolato per venire incontro agli studenti che intendano investire sulla propria formazione o avviare una nuova attività.

I prestiti sono disponibili per le seguenti Regioni, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna, più le zone terremotate, per incentivare lo sviluppo grazie alla legge 608/96. Per richiedere questo tipo di finanziamento dovete risiedere in queste Regioni, essere maggiorenni ed essere disoccupati da sei mesi.

L’attività che volete aprire o i corsi della vostra formazione non devono superare una certa soglia (dipendente dai bandi regionali e dai progetti presentati). Una parte, circa il 40%, verrà erogata a fondo perduto, mentre l’altro 60% verrà restituito a rate trimestrali a tasso agevolato. Naturalmente, per richiedere un prestito d’onore, dovete dimostrare di essere disoccupati (basta un certificato dalle agenzie del lavoro del territorio) e la vostra identità attraverso la carta e la tessera sanitaria.

Più sarete giovani e più possibilità avrete di accedere ai prestiti d’onore dai vari enti regionali. Per informazioni specifiche, visitati i siti ufficiali delle Regioni, vi daranno tutti i parametri specifici.

I prestiti d’onore rappresentano quindi una possibilità importante e risulta essere quindi utile conoscerli.

Gli incentivi per il fotovoltaico sono dei finanziamenti che lo Stato eroga per consentire alle famiglie di installare un piccolo impianto per i consumi energetici della propria abitazione e per ridurre le importazioni di petrolio a livello nazionale.

Gli incentivi si possono ottenere per l’installazione e per la manutenzione dell’impianto, attraverso un finanziamento a tasso agevolato in collaborazione con gli istituti di credito nazionali. In particolare, si può richiedere un finanziamento di durata decennale direttamente in banca, la quale si occuperà di richiedere gli incentivi e vi consentirà di ricevere un finanziamento ad un tasso di interesse agevolato (cioè ridotto rispetto alla concorrenza bancaria).

Per fare questo, però, oltre ai documenti di riconoscimento e l’attestazione del proprio reddito dimostrabile, sarà necessario presentare il preventivo per l’installazione del pannello solare e la sua potenza. In questo modo, nel giro di 10 anni, la famiglia media italiana potrà rientrare del proprio investimento pagando meno la bolletta della luce. Inoltre, è prevista una detrazione pari al 55% delle spese sostenute nell’anno successivo all’installazione con la dichiarazione dei redditi per l’anno precedente.

Per farlo, dovrete rivolgervi al vostro commercialista e presentare le fatture che riguardano l’installazione e la manutenzione dell’impianto fotovoltaico nella vostra abitazione.