Come ben sapete, fino al 2013 l’Italia ha ricevuto dall’Europa dei finanziamenti europei a sostegno delle piccole e medie imprese per la fase di start up. Ogni Regione italiana si è presentata al Fondo Monetario per avere liquidità, da distribuire ai cittadini che non riescono a trovare un lavoro stabile a causa di impegni familiari o per discriminazioni sociali.

Ogni Regione ha così programmato il suo bando, dando la possibilità a tutti i disoccupati di mettersi in proprio ed allontanarsi dallo spettro della crisi.

Vediamo perché l’opportunità del finanziamento europeo è poco sfruttata

-C’è troppa disinformazione. Bisogna passare dai siti ufficiali delle Regioni per sapere a chi sono destinati i fondi, a quanto ammontano, quali attività sono più agevolate di altre, i documenti da portare.

-Abbiamo necessità di un business planner, che trasformi la nostra idea in un progetto di sviluppo concreto, nell’arco di minimo cinque anni, per convincere la commissione regionale della bontà del nostro progetto.

-Dobbiamo fare un colloquio motivazionale presso la stessa commissione regionale, in quanto questa deve verificare la nostra motivazione e il forte legame con il territorio.

In pochi hanno la volontà di passare questi step, entrando finalmente nel mercato del lavoro da imprenditori.

I prestiti a protestati sono molto rari, in quanto pubblicamente le banche vengono a sapere che non abbiamo onorato un debito pregresso.

Per questo, l’unica possibilità per ottenere un finanziamento è un prestito personale nella forma del consolidamento debiti o nella forma della cessione del quinto. In pratica, è necessario essere dipendenti pubblici con contratto a tempo indeterminato, oppure estinguere il proprio debito pregresso e richiedere la cancellazione del protesto.

Per farlo, anzitutto dovete pagare il debito magari sfruttando l’opportunità che vi dà la banca di concordare un nuovo piano di ammortamento, poi dovete rivolgervi in tribunale per cancellare il vostro protesto e per riabilitare la vostra posizione creditizia.

In questo modo, avrete maggiori possibilità. Se il tribunale dovesse negarvelo, avete diecigiorni per ricorrere in appello, per poi richiedere la cancellazione al Crif (registro dei protestati nazionale). Ricordatevi che un debito pregresso porta con sé gli interessi di mora, che ne rendono molto difficile il pagamento. Per questo consigliamo forme di assicurazione sul prestito in caso di perdita del posto di lavoro.

Fate molta attenzione anche al tipo di tasso di interesse applicato ai prestiti a protestati, spesso un po di attenzione evita problemi dopo nel pagamento.

prestiti personali senza busta paga sono un tipo di finanziamenti molto importanti, si tratta infatti di prestiti che possono essere ottenuti anche da chi non ha un lavoro da dipendente e non può quindi utilizzare questo tipo di garanzia.

Le banche richiedono infatti delle garanzie prima di concedere un finanziamento e la presenza di uno stipendio regolare rappresenta sicuramente la garanzia più comune.

Per ottenere i prestiti senza busta paga è quindi necessario individuare altri tipi di garanzie. Una soluzione è rappresentata dal garante, una persona con una situazione finanziaria sicura che si assume i rischi collegati al finanziamento con il debitore. In caso di mancato pagamento delle rate, la banca può quindi intervenire sul garante.

Chi non ha un lavoro da dipendente ma dispone di immobili, può utilizzare questi come garanzia per ottenere i prestiti senza busta paga.

La somma che è possibile ottenere con questo genere di prestiti dipende dalla situazione economica di chi effettua la richiesta e dalle garanzie offerte, solitamente si tratta comunque di prestiti piuttosto ridotti.

La procedura da seguire per ottenere i prestiti è uguale a quella che troviamo per gli altri tipi di finanziamento e anche il rimborso avviene nello stesso modo.

I prestiti senza busta paga possono essere difficili da ottenere, il consiglio è quello di verificare prima di avere delle garanzie valide da offrire e di utilizzare poi la rete per individuare le offerte disponibili online. I siti dedicati ai prestiti rappresentano infatti il modo più veloce per trovare un prestito anche in questo caso.

Spesso abbiamo parlato della possibilità di mettersi in proprio come occasione di lavoro in tempi di crisi economica. I prestiti d’onore fanno parte dei prestiti che lo Stato eroga a tasso agevolato per venire incontro agli studenti che intendano investire sulla propria formazione o avviare una nuova attività.

I prestiti sono disponibili per le seguenti Regioni, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna, più le zone terremotate, per incentivare lo sviluppo grazie alla legge 608/96. Per richiedere questo tipo di finanziamento dovete risiedere in queste Regioni, essere maggiorenni ed essere disoccupati da sei mesi.

L’attività che volete aprire o i corsi della vostra formazione non devono superare una certa soglia (dipendente dai bandi regionali e dai progetti presentati). Una parte, circa il 40%, verrà erogata a fondo perduto, mentre l’altro 60% verrà restituito a rate trimestrali a tasso agevolato. Naturalmente, per richiedere un prestito d’onore, dovete dimostrare di essere disoccupati (basta un certificato dalle agenzie del lavoro del territorio) e la vostra identità attraverso la carta e la tessera sanitaria.

Più sarete giovani e più possibilità avrete di accedere ai prestiti d’onore dai vari enti regionali. Per informazioni specifiche, visitati i siti ufficiali delle Regioni, vi daranno tutti i parametri specifici.

I prestiti d’onore rappresentano quindi una possibilità importante e risulta essere quindi utile conoscerli.

Gli incentivi per il fotovoltaico sono dei finanziamenti che lo Stato eroga per consentire alle famiglie di installare un piccolo impianto per i consumi energetici della propria abitazione e per ridurre le importazioni di petrolio a livello nazionale.

Gli incentivi si possono ottenere per l’installazione e per la manutenzione dell’impianto, attraverso un finanziamento a tasso agevolato in collaborazione con gli istituti di credito nazionali. In particolare, si può richiedere un finanziamento di durata decennale direttamente in banca, la quale si occuperà di richiedere gli incentivi e vi consentirà di ricevere un finanziamento ad un tasso di interesse agevolato (cioè ridotto rispetto alla concorrenza bancaria).

Per fare questo, però, oltre ai documenti di riconoscimento e l’attestazione del proprio reddito dimostrabile, sarà necessario presentare il preventivo per l’installazione del pannello solare e la sua potenza. In questo modo, nel giro di 10 anni, la famiglia media italiana potrà rientrare del proprio investimento pagando meno la bolletta della luce. Inoltre, è prevista una detrazione pari al 55% delle spese sostenute nell’anno successivo all’installazione con la dichiarazione dei redditi per l’anno precedente.

Per farlo, dovrete rivolgervi al vostro commercialista e presentare le fatture che riguardano l’installazione e la manutenzione dell’impianto fotovoltaico nella vostra abitazione.

Il prestito tra privati è un punto di incontro tra chi vuole investire senza rivolgersi agli strumenti finanziari in circolazione a fronte di un rendimento più elevato e chi cerca liquidità, ma non può ottenerla dal mondo bancario.

L’interesse applicato a questo tipo di prestiti non è molto elevato, e non si creano molti problemi nel caso in cui il richiedente del prestito salti una rata, poiché il prestito tra privati generalmente si sviluppa tra due persone che hanno uno stretto legame di fiducia e di conoscenza reciproca, per cui si può richiedere una proroga.

Generalmente, l’investitore che concede il prestito si accontenta di garanzie minori (difficilmente viene richiesta la garanzia immobiliare, viene più richiesta una garanzia reddituale anche non continuativa e la firma di un accordo tra privati davanti al notaio).

Inoltre, il prestito tra privati sostituisce in molti casi il prestito personale non finalizzato. In molti casi si tratta di somme di piccolo importo, da cui il termine di “microcredito”, proprio perché le cifre non superano i 1000 euro. Le rate vengono restituite in contanti, tramite assegno non trasferibile, oppure tramite bonifico da conto corrente dell’investitore a quello del richiedente. Allo stesso modo avviene l’erogazione del prestito.

Un prestito viene estinto dopo aver pagato tutte le rate del piano di ammortamento. Le rate possono essere a cadenza mensile, trimestrale o semestrale, ma il loro importo non è casuale, dipende da diversi fattori

La quota capitale, ovvero il prestito da restituire, cioè l’importo che viene concesso al richiedente (es. 10000 euro) diviso per il numero delle rate previste dal piano di ammortamento (es 100 rate). In questo caso, la quota capitale del prestito sarà di 100 euro

La quota di interesse, ovvero il rendimento che la banca ha sul prestito erogato. La quota interesse ha due fattori, il TAN (Tasso Annuo Nominale) che rappresenta il costo generale dell’operazione e che dipende dagli istituti bancari internazionali (BCE), e il TAEG (rendimento sul prestito) che viene gonfiato dalla banca attraverso coperture assicurative o spese accessorie come incasso rata, istruttoria, copertura assicurativa a garanzia del finanziamento.

Inoltre, il calcolo sulla rata del prestito può variare in base al piano di ammortamento utilizzato, se, per esempio, il richiedente ha optato per un piano di ammortamento alla  francese, la rata sarà sempre dello stesso importo, ma varieranno le percentuali della quota capitale e della quota interesse per le oscillazioni del mercato.

Il consolidamento debiti rappresenta un’opportunità per il cattivo pagatore, consentendogli di pagare il debito pregresso (o più debiti pregressi) diluendo sia l’ammontare della rata che il piano di ammortamento, senza ottenere un tasso di interesse molto elevato o maggiorato dalla seconda banca.

Il consolidamento debiti offre anche la possibilità di ottenere liquidità aggiuntiva per finanziare le proprie esigenze di spesa senza motivare nulla, perché il consolidamento debiti fa parte dei prestiti personali non finalizzati. Per richiederlo, sarà necessario presentare i propri documenti di riconoscimento, un reddito continuativo dimostrabile (possibilmente da dipendente pubblico, in modo da poter applicare la cessione del quinto abbinata al consolidamento per il pagamento delle rate) e, in qualche caso, altre garanzie come l’ipoteca sull’immobile di proprietà o un garante dipendente pubblico al quale rivolgersi in caso di insolvenza.

Attenzione, non tutte le banche accettano che il loro credito nei vostri confronti venga pagato con una forma di un consolidamento debiti con un altro istituto di credito, perché questo significa perdere un cliente prezioso in tempi di crisi economica e finanziaria come questa.

In questi casi, il richiedente non potrà richiedere il consolidamento, questo va richiesto prima della notifica dell’atto per il mancato pagamento delle rate del prestito.

Il finanziamento auto si divide in alcune categorie, finalizzato all’acquisto di un’auto nuova, di un’auto usata, da parte del concessionario, direttamente in filiale. Per ottenerli sono necessari i propri documenti di riconoscimento, un reddito dimostrabile e (nel caso ci rivolgessimo alla banca) anche un preventivo sull’acquisto dell’auto. Vediamo in dettaglio pro e contro di questi strumenti creditizi

Per auto nuova. Possiamo richiedere un finanziamento auto fino a 30000 euro. Generalmente, se abbiamo un reddito dimostrabile e non siamo cattivi pagatori, ci verrà concesso il credito senza problemi.

Per auto usata. Il finanziamento per l’auto usata potrebbe creare qualche problema se richiesto in filiale, poiché le banche ritengono un’auto usata un finanziamento più rischioso.

Dal concessionario potremmo risparmiare sul TAN, ma in questo caso non è chiaro il TAEG né se esista una copertura assicurativa.

In banca il finanziamento auto offre i vantaggi di una copertura assicurativa in caso furto, incendio o impossibilità di pagamento, ma potrebbe contenere un tasso di interesse elevato se non facciamo la scelta giusta e, in ogni caso, dovremo motivare questa spesa con un preventivo.

Il tutto può essere sorvolato se il cliente chiedesse un finanziamento personale non finalizzato di pari importo.

I prestiti a fondo perduto sono finanziamenti che vengono erogati direttamente da un ente pubblico (Regione di appartenenza, Invitalia) a seguito di un bando di gara in favore delle categorie svantaggiate che non riescono a trovare una prima occupazione (giovani, donne, disoccupati, cassintegrati) e che intendano mettersi in proprio con un’attività redditizia sul territorio regionale o nazionale.

Per ottenerli, è necessario accedere ad un bando di gara. I vari bandi stabiliscono i requisiti necessari per partecipare e i documenti da presentare che generalmente devono dimostrare

-La propria identità (documenti di riconoscimento)

-La mancanza del posto di lavoro (certificazione del centro per l’impiego locale)

-Un progetto di cinque anni (il famoso business plan) redditizio in cui investire (alcuni settori potrebbero essere esclusi dal bando, mentre altri valorizzati).

Inoltre, il richiedente, prima di posizionarsi in graduatoria, dovrà superare un colloquio fondamentale che serve ad attestare le sue competenze nel settore di investimento, infatti, una persona di scarso carisma non sarà in grado di portare avanti un’attività in tempi di crisi economica come questa.

Per ottenere i finanziamenti a fondo perduto è necessario quindi controllare i bandi disponibili, solo in questo modo è possibile sapere se esistono fondi ai quali è possibile accedere.

Si tratta di una tipologia di finanziamenti molto importante e sono utilizzati dagli enti pubblici per favorire lo sviluppo economico del territorio.