L’ecoauditor, detto anche auditor ambientale o verificatore ambientale d’impresa, è colui che accerta che gli impianti e i processi produttivi di un’azienda siano conformi alla legislazione nazionale ed europea in materia di impatto ambientale. Individua i sistemi di gestione dell’attività produttiva maggiormente eco-compatibili e le tecnologie più adatte per la riduzione dei danni; valuta la tipologia e la quantità di rifiuti prodotti, le emissioni atmosferiche, l’acqua impiegata nel ciclo produttivo, i consumi di energia.

Può svolgere la sua professione come dipendente o da libero professionista, come consulente esterno delle società di consulenza e certificazione ambientale, oppure nelle imprese che includono una politica di tutela dell’ambiente nella loro mission aziendale.

Per esercitare l’attività di ecoauditor è necessario possedere una formazione specifica post-diploma o una laurea, preferibilmente a indirizzo tecnico-scientifico.

Tra le classi di laurea di primo livello si segnalano
Ingegneria industriale (Classe L9).
Ingegneria civile e ambientale(Classe L7).
Scienze e tecnologie per l’ambiente e la natura (Classe L32).

L’offerta formativa è piuttosto varia e le denominazioni dei corsi di laurea sono attribuite direttamente dalle università, per cui risulta difficile elencare tutti i corsi attivati dalle varie facoltà. È consigliabile, quindi, rivolgersi direttamente alle segreterie delle università per ottenere informazioni specifiche o visitare il sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Per svolgere in proprio l’attività di verificatore ambientale e poter rilasciare certificati Emas o Ecolabel ci si deve accreditare presso il Comitato Ecolabel Ecoaudit (vedi più avanti nei Riferimenti utili). Percorsi di formazione in materia di queste certificazioni sono disponibili presso le Scuole Emas ed Ecolabel.

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