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la bocca di leone è una pianta erbacea molto rustica appartenente alla famiglia delle Scrophulariaceae.

Conosciuta anche come Antirrino, si tratta di una specie che cresce spontanea nel nostro Paese, soprattuttto lungo le coste del Mediterraneo dove il clima è più caldo. Ci sono numerose varietà di questa pianta che viene impiegata per bordure, aiuole, per vasi da sistemare nei balconi o sul terrazzo o semplicemente al centro del tavolo di casa o su qualche mobile (sicuramente a seconda della taglia potrete fare la scelta migliore).

La bocca di leone di solito viene coltivata come annuale o biennale e pure al Nord con un po’ di fatica riesce ad allignare. Evitate di seminare troppo fitto: anche se i semi sono molto minuti (7.000 per grammo circa) non si deve esagerare con la quantità.

L’ideale sarebbe distanziare le diverse piante di almeno 30-35 centimetri, a seconda della varietà, e cercare di mischiare le piante in modo che si formi un cespuglio multicolore. L’effetto è davvero assicurato!

Tenete conto anche del fatto che le varietà nane non superano i 30 centimetri di altezza, mentre quelle alte vanno dai 50 agli 80 centimetri di altezza. Il periodo di fioritura va da aprile a novembre nei luoghi a clima mite, da maggio a settembre negli altri.

Si tratta di una pianta perenne sempreverde originaria delle regioni asitiche, e produce piccoli cespugli, molto ramificati e piuttosto fitti e disordinati, che poggiano su fusti sottili. Presenta grandi foglie di colore verde scuro e con una caratteristica forma che ricorda un cuore stilizzato.

Le piante femminili, dalla primavera all’autunno producono lunghe inflorescenze di lunghezza fino a 15 centimetri e di colore acceso, con un aspetto decisamente piumoso. Da qui il nome della pianta: chiamata infatti anche pianta ciniglia.

Se volete che la pianta viva a lungo nel vostro appartamento e se volete che la vegetazione sia viva e compatta, spuntate continuamente gli apici dei rami, e favorirete anche il processo di fioritura.

Di questa pianta da appartamento esistono diversi cultivar: il tipo Alba ha inflorescenze color avorio, mentre il tipo Pendula ha foglie piccole e presenta rami arcuati nella forma.

La Acalypha ispida anche se teme i raggi solari diretti, o filtrati da una vetro di finestra, preferisce posizioni luminose con minime invernali non inferiori a dieci o dodici gradi centigradi. Tenetela in una zona riscaldata del vostro appartamento e appena potete per le condizioni climatiche, mettetela sul terrazzino o su un balcone, in una zona semi ombreggiata.

Non esponete mai la pianta a correnti d’aria eccessive, perchè ciò potrebbe provocare la caduta delle foglie e dei fiori.

Mantenete il terreno umido ma non zuppo: innaffiate regolarmente ed evitate ristagni idrici nel sottovaso. Da marzo a settembre vi suggerisco di unire concime per fiori all’acqua delle innaffiature ogni due settimane o più.

Nei mesi caldi dell’anno e nei mesi in cui la painta è in casa e la casa è riscaldata, vaporizzate con frequenza le foglie con acqua distillata.

Preferisce i terreni ben drenati e ricchi di materia organica con una propensione verso un Ph acido. La Acalypha si può coltivare in contenitori sospesi, per risaltare al meglio le inflorescenze spontanee pendule.

L’acetosella francese o Oxalis acetosella è una pianta aromatica della famigliadelle Oxalidacee, che cresce in grossi ciuffi molto simili a quelli degli spinaci.

La foglia è larga e piuttosto lunga, di colore verde chiaro ed è utilizzata in cucina per aromatizzare diversi piatti grazie al suo caratteristico gusto fresco e acidulato.

Bisogna fare attenzione però perché esistono un centinaio di varietà di questa pianta e una di queste, comunemente chiamata acetosella selvatica inglese, è caratterizzata da un gusto acido molto pungente; questo sapore forte e deciso ne rende sconsigliabile l’utilizzo come aroma da cucina.

Potete facilmente coltivare l’acetosella nel vostro orto o giardino per tutto l’arco dell’anno poiché è una pianta che non teme il freddo e sopporta anche le basse temperature invernali.

Utilizzate questa pianta aromatica per arricchire le vostre insalate o per preparare zuppe o minestre (la minestra all’acetosella è uno dei piatti più popolari della cucina francese); se siete amanti del gusto deciso di questa pianta potete aggiungere qualche foglia di acetosella agli spinaci durante la cottura per dare un sapore più aromatico.

Inoltre potete preparare una facile e gustosa salsina all’acetosella con burro, limone e panna che potrete utilizzare per accompagnare piatti freddi a base di carni bianche, pesce o patate.

L’abete bianco è un albero dal portamento eretto e di grandi dimensioni: pensate che può raggiungere i 50 metri di altezza e i 3 metri di circonferenza. Nellepiante giovani, la corteccia è liscia e argentea con bolle di resina più o meno numerose; invece, nelle piante adulte diviene spessa e screpolata in placche.

La chioma dell’abete bianco è sempreverde, slanciata e piramidale da giovane, con tendenza ad appiattirsi nel classico “nido di cicogna” quando raggiunge la maturità: è di colore verde cupo con riflessi argentei dovuti al colore della pagine inferiore degli aghi.

Se osservato in un fitto bosco, l’abete bianco è spoglio di rami per gran parte della lunghezza, invece ha dei rami molto folti fino alla base del busto quando si trova “isolato”.

In Italia lo si trova nelle Alpi e negli Appennini perché vegeta nel piano montano, dagli 800 ai 1800 metri di altitudine. Spesso forma dei boschi misti con l’abete rosso e il faggio, con i quali non entra in contrasto.

Una curiosità è che i fiori maschili si trovano alla base dei rami (amenti rossi viranti al giallo), invece i fiori femminili (amenti di colore verde giallastro) si trovano alla sommità dei rami.