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La Clivia Minata, che appartiene alla famiglia delle Amarillidacee, è una pianta d’appartamento molto decorativa: è l’ideale per rallegrare il vostro ambiente con un bel tocco di colore.

È formata da un ventaglio di foglie dal quale, ad inizio primavera spuntano magnifici fiori campanulati di color arancio o di tonalità simili come albicocca o rosso-arancio. I singoli fiori rimangono in vita solo per alcuni giorni, ma la fioritura riprende subito dopo la loro caduta e dura per diverse settimane.

Le foglie invece sono nastriformi, di color verde scuro, spesse e carnose e possono raggiungere i 60 cm di lunghezza; crescono incurvate verso l’esterno formando così un particolare ventaglio ornamentale. La Clivia Minata sviluppa un apparato radicale molto esteso che solitamente occupa tutto il vaso.

Si consigliano innaffiature regolari durante la fioritura, fino a settembre; per i mesi invernali invece basterà mantenere il terriccio appena umido.

Questa pianta predilige zone soleggiate, ma evitate di esporla alla luce diretta del sole, che potrebbe ustionare le foglie. Durante l’inverno riponetela in un luogo fresco, ma non al di sotto dei dieci gradi.

Se notate l’ingiallimento delle foglie, molto probabilmente esso è dovuto ad un apporto d’acqua sbagliato. Poiché questa pianta fiorisce meglio se costretta in vaso, si consiglia di evitare i rinvasi, se non strettamente necessari

La cinquefoglie è una pianta invasiva che comprende oltre 50 specie diverse che crescono spontaneamente.

Il suo nome scientifico è Potentilla reptans e appartiene alla famiglia delle rosacee. E’ una pianta molto invasiva e, proprio per questo motivo, si consiglia di impiantarla in un luogo appropriato.

Alta più o meno dai 10 ai 20 centimetri, la Potentilla è una pianta cespugliosa e perenne. Caratterizzata da un portamento strisciante, questa pianta fiorisce nella stagione estiva (da maggio a settembre) e in Italia è molto comune.

E’ molto più gracile rispetto ad una rosa e se la osservate di notte, noterete che i petali si chiudono per attivare la cosiddetta auto-fertilizzazione.

In linea generale, non è una pianta che necessita di molte cure: certo è preferibile un terreno soleggiato e secco, ma più o meno riesce ad adattarsi.

La Cinquefoglie simboleggia l’amore materno e anticamente veniva utilizzata per fini medicali. Infatti è un ottimo rimedio contro la diarrea e le infiammazioni; abbassa la febbre e fa diminuire il dolore ai denti. Infine viene usata come antirughe.

Oltre a ciò, la cinquefoglie può essere usata anche in ambito culinario: le giovani foglie sono ottime nelle insalate.

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Il nome di questa pianta deriva dal termine latino calceolus che significa scarpa o pantofola; questo nome le viene assegnato grazie ai suoi fiori molto particolari che assumono una strana forma che ricorda appunto quella delle pantofole.

Si tratta di una pianta erbacea, della famiglia delle Scrofulariacee, originarie dell’America Meridionale, molto ornamentale e per questo generalmente utilizzata come pianta da fiore da interni. Le sue tinte vivaci infatti portano incasa una ventata di colore. In realtà, dopo la caratteristica fioritura perde tutto il suo splendore e di conseguenza ogni valore ornamentale.

La fioritura, molto bella e decorativa, avviene a primavera inoltrata o addirittura all’inizio dell’estate. I curiosi fiori sono formati da due petali rigonfi uniti alla base; possono essere di diversi colori e tonalità che vanno dal rosso al giallo. La calceolaria presenta foglie ampie leggermente pelose e spesso leggermente vischiose. Si consiglia di acquistare questa pianta in un vivaio, assicurandosi che le foglie siano turgide e fresche e i boccioli numerosi e ancora chiusi.

L’esposizione dovrà essere luminosa, evitando però la luce diretta del sole; la temperatura minima invernale non dovrà scendere sotto i sette gradi centigradi. Procedete con abbondanti annaffiature ogni volta che la parte superficiale del terreno risulterà asciutta; assicuratevi di mantenere il terriccio sempre abbastanza umido, ma evitate di inzupparlo d’acqua.

Il Caladium è una pianta dalle larghe foglie lanceolate che nascono direttamente dal tubero e che possono raggiungere la lunghezza di 30 cm.

Raramente produce fiori, ma la peculiarità che la rende una ricercata pianta decorativa da appartamento è il particolare fogliame, che assume colorazioni diverse e variopinte, dagli effetti spettacolari.

Queste straordinarie foglie sono sottili come la carta e sembrano essere state dipinte in mille modi fantasiosi; a seconda della quantità di luce a cui sono esposte esse mutano sfumature e colori.

Il disegno cromatico assolutamente unico di questa pianta può variare dal bianco al rosa o al rosso e spesso forma sfumature, punteggiature o marmorizzazioni molto caratteristiche.

Il Caladium, originario del Brasile meridionale e della Guyana, è una pianta di difficile coltivazione. Il periodo di massima vegetazione della pianta va da fine primavera a inizio autunno.

Durante l’inverno le foglie si afflosciano irrimediabilmente; i tuberi andranno allora levati da terra e conservati in sabbia fresca fino a primavera.

Questa pianta teme il freddo, le correnti d’aria e il vento. Ha bisogno di molta luce, ma l’insolazione diretta può bruciare le delicate foglie. Sono necessarie innaffiature abbondanti e un ambiente molto umido. In estate può essere riposta all’aperto in un luogo fresco, ombroso e riparato dai venti.

Ci occupiamo in questo post di uno dei più importanti stili dibonsai (per conoscere gli altri guardate questo post), lo stile su roccia “Ishizuke”. Prima di vedere come realizzarlo, vi ricordo che se siete alle prime armi, avrete ahimé molte probabilità di non riuscire perché occorre avere motla manuialità per procedere correttamente.

Nello stile su roccia, l’apparato radicale della pianta può affondare in parte nelterreno oppure essere soltanto aggrappato alla roccia. Ecco qui di seguito i punti fondamentali da seguire:

La pianta da bonsai deve avere gran parte dell’apparato radicale esposto fuori dal terreno. Per ottenere questo risultato, prendete la vostra pianta e periodicamente togliete 1-2 centimetri di terreno così da scoprire le radici. Quando la quantità di radici all’aria è sufficiente, spostate la pianta sulla roccia scelta.
Scegliete al pianta e la roccia in modo che uno sia confrome all’altro: dovranno fondersi insieme e quindi occorre una roccia decorativa ma ricca di cavità in cui evetualmente mettere del terriccio. Ricordate di lavare via dalle radici la terra rimasta, prima di appoggiarla alla roccia.
Utilizzando della rafia o del filo da bonsai, fissate insieme la pianta alla roccia ma non stringete troppo perchè potreste causare dei danni alle radici!

Il gioco è fatto! Un po’ di pasienza e un pizzico di fortuna e il vostro Bonsai vivrà rigoglioso.

La maggiore parte delle varietà che coltiviamo nei nostri giardini sono in realtà degli ibridi (Astilbe hybrida), appartenenti pur sempre alla famiglia delle Saxifragaceae, che derivano dall’Atilde Bhinensis e dall’Astilbe japonica.

Si tratta di piante perenni e cespitose altre da 45 a 90 centimetri. Sono molto gradevoli alla vista perché è carattareizzato da foglie eleganti e profondamente divise, simili a quelle delle felci. La fioritura avviene nei mesi primaverili e i piccoli fiorellini sono riuniti in eleganti pannocchie piumose.

Sicuramente si tratta di un fiore appariscente che richiede una esposizione poco soleggiata o ombrosa. Anche se la fioritura è abbastanza breve è una pianta molto attraente per la vivacità delle tinte varianti dal bianco al rosa e dal rosso al porporino.

Per la coltivazione, consigliata se abitate in una zona a clima temperato, scegliete un terrenofertile, umifero e fresco o quasi umido. Distanziate le piante almeno 50 centimetri l’una dalle altre. Conviene piantarli al margine di laghetti o specchi d’acqua perché le pannocchie erette risaltano magnificamente.

Non occorrono delle cure particolari a parte recidere le infiorescenze secche alla fine della fioritura, che avviene alla fine della primavera. Bisogna trapiantarle proprio n questo periodo, con zolla di terra.

Al genere aeschynanthus appartengono un certo numero di piante perrenni rampicanti o caduche e prostate; possono essere epifite, originarie delle regioni del Borneo e dell’Indonesia.

Questo genere comprende molte specie anche dissimili tra loro per foglie e forma dei fiori: in alcune specie sono rossi, mentre in altre specie li troviamo di colore arancione. Spesso questi fiori sbocciano in grappoli alla fine dei rami.

Vedrete specie queste piante in ciotole appese; in effetti questo è un valido modo di coltivare questa pianta, che tende a produrre una ramificazione, che in questo caso cade verso il basso.

Il colore delle foglie tende al verde scuro e spesso è pubescente: èsempreverde, coriaceo al tatto e rigido alla pressione delle dita.

La specie marmoratus è una pianta rampicante con foglie rosse sulla pagina inferiore, verde chiaro e talvolta con venature gialle, invece, sulla pagina superiore, con fiori verdi, tubolosi e macchie marroni.

La specie speciosus, presenta foglie verde chiaro, con fiori tubolosi arancioni o rossi riuniti nei cosidetti racemi.

La specie lobbianus, invece, è caratterizzata da foglie lucide verdi, con fiori marrone porpora e corolla cremisi.

Si tratta di piante che prediligono le posizioni ben illuminate, ma lontano dai raggi diretti del sole, che potrebbero bruciare le foglie.

Sono piante che temono il freddo intenso: vanno quindi coltivate al riparo durante i mesi invernali, o coltivate in un appartamento.

Durante l’estate possono essere messe all’aperto, evitando di esporle ai raggi diretti del sole.

Le innaffiature devono essere praticate da marzo fino alla fine del mese di agosto, periodo in cui dovete mantenere il terreno umido, e vaporizzare spesso il fogliame, senz eccedere. Un paio di volte al mese può è importante aggiungere concime universale all’acqua delle innaffiature.

Durante il periodo di riposo innaffiare ogni 4 o 5 settimane, e aspettare che il terreno asciughi tra una innaffiatura e l’altra.

Torniamo a parlare di orchidee, con questo nuovo articolo, quindi della famigliabotanica delle Orchidaceae, e parliamo di una gardenia davvero bella vedersi che riempirà di colore i vostri occhi con una tonalità densamente rosa lilla, posta su un sottile stelo verde naturale.

Si chiama in termini botanici anacamptis pyramidalis, e cresce spontaneamente in tutta Europa, di solito nell’area circostante il mar mediterraneo, e nelle regioni asiatiche. In natura, se siete fortunati da trovarne un esemplare, vedrete spuntare fra l’erba folta nei campi non coltivati.

Il genere acamptis enumerava circa venti orchidee terrestri; per comodità di archiviazione sono state incluse tutte nella specie Orchis, mentre al genere acamptis ora appartiene solo l’orchidea pyramidalis, un’orchidea erbacea e terricola, piena di pseudobulbi. Ho definito l’orchidea, con i termini ‘erbacea e terricola, e forse vi sarete chiesti il perchè: si tratta della specificità di questa particolare orchidea di sviluppare piccoli ciuffi simili ad erba durante la crescita e di avere foglie lineari dalla forma lanceolata, con una tonalità brillante di verde ed una vistosa venatura centrale.

In primavera si erge un sottile fusto tra le foglie che ha una lunghezza variabile tra i venti e i cinquanta centimetri, ornata alla sommità di una panocchia piramidale di grosse dimensioni composta di fiori. Il fusto porta le cosidette brattee, triangolari e accuminate nella forma, e rigide, non sempre di colore verde, ma anche in sfumature rossastre e violacee.

I fiori di colore porpora, bianchi o rosa, sono di piccole dimensioni, e sono caratterizzati da tre sepali inferiori uniti a formare labello trilobato di ampie dimensioni; sono caratterizzati inoltre da un delicato profumo, che temprerà il vostro spirito, e rasserenerà la vostra mente.

Se coltivate questa orchidea noterete come i fiori sbocciano in successione, partendo dalla parte bassa della pannocchia,e la fioritura è uno spettacolo naturale che si protrae per alcune settimane, dove ogni singolo cespo di foglie presenta fusti floreali.

la bocca di leone è una pianta erbacea molto rustica appartenente alla famiglia delle Scrophulariaceae.

Conosciuta anche come Antirrino, si tratta di una specie che cresce spontanea nel nostro Paese, soprattuttto lungo le coste del Mediterraneo dove il clima è più caldo. Ci sono numerose varietà di questa pianta che viene impiegata per bordure, aiuole, per vasi da sistemare nei balconi o sul terrazzo o semplicemente al centro del tavolo di casa o su qualche mobile (sicuramente a seconda della taglia potrete fare la scelta migliore).

La bocca di leone di solito viene coltivata come annuale o biennale e pure al Nord con un po’ di fatica riesce ad allignare. Evitate di seminare troppo fitto: anche se i semi sono molto minuti (7.000 per grammo circa) non si deve esagerare con la quantità.

L’ideale sarebbe distanziare le diverse piante di almeno 30-35 centimetri, a seconda della varietà, e cercare di mischiare le piante in modo che si formi un cespuglio multicolore. L’effetto è davvero assicurato!

Tenete conto anche del fatto che le varietà nane non superano i 30 centimetri di altezza, mentre quelle alte vanno dai 50 agli 80 centimetri di altezza. Il periodo di fioritura va da aprile a novembre nei luoghi a clima mite, da maggio a settembre negli altri.