Le calle hanno uno squisito sapore classico nonostante sia il fiore più grafico e plastico che si conosca. Le nuove varietà colorate sono affascinanti, ma la calla tradizionale, con il bianco candido del calice appena sfumato di verde, è un intramontabile segno di stile e di ricercatezza. Il cestino di calle è perfetto sulle mensole della sala o come centrotavola per illuminare i pomeriggi bui dell’autunno.

Occorrente
Calle con foglie, 15 fiori
Un cestino di rete metallica di 30 cm di diametro
Spugna per fresco, 1 mattonella
2 candele
Una piccola sagoma di rame
Coltellino

Alcune bulbose hanno foglie o gambi così belli da poter diventare i soggetti principali della composizione. Le foglie più interessanti sotto questo aspetto sono quelle della calla, ma sono utili e decorative anche quelle degli iris e dei gladioli. Rivestire il cestino di rete con le foglie della calla e mettere la spugna opportunatamente sagomata, all’interno. Come ulteriore precauzione si può foderare la spugna con un foglio di cellophane o di plastica.

Dopo aver inumidito la spugna, inserire le candele una opposta all’altra, ai lati della spugna. Oltre che color crema, si possono utilizzare candele verde acido o giallo limone. Aggiungere i segmenti di gambo di calla lungo il perimetro della composizione. Spesso gli steli delle bulbose sono molto belli e decorativi e vale la pena di utilizzarli.

Completare con le calle recise a 8 cm e inserirle nella spugna in modo che sia visibile solo il calice. Questa fresca composizione nasce per essere lasciata in alto, sopra un mobile. Se si desidera metterla su un piano più basso, o usarla come centrotavola, è necessario riempire gli spazi vuoti con pezzi di muschio o di lichene.

A volte capita di conservare i barattoli di vetro che una volta contenevano: sughi, marmellata, olive in salamoia, ecc. Magari li laviamo e li mettiamo da parte per utilizzarli di nuovo come contenitori. Cosa ne pensi di prenderne uno e decorarlo con l’uncinetto? E hai mai pensato di creare dei simpatici porta candele? Prova a realizzare questo che ti propongo.

Occorrente
Barattolo di vetro vuoto
Cotone rosso per uncinetto n.8
Uncinetto n.3
Colla vinilica
1 candela tea light

Questo che ti propongo è un porta candela che puoi regalare ad una persona cara, anche in occasione delle festività natalizie, infatti utilizziamo il cotone di colore rosso. In alternativa puoi anche realizzarlo con il cotone bianco o in altri colori così il porta candela può essere utilizzato tutto l’anno. Prendi un barattolo vuoto di vetro, scegline uno con una forma particolare. Lava bene il barattolo in acqua molto calda in modo che l’etichetta adesiva si stacchi perfettamente ed elimina il tappo.

Con il cotone rosso e l’uncinetto n.3 avvia una catenella lunga quanto la circonferenza della base del barattolo, chiudi a cerchio e lavora in tondo utilizzando un punto a tuo piacere, questo portacandele è lavorato con la maglia bassa e la maglia alta alternata, lavora fino a quando raggiungi la misura di circa cm.7. Hai così ottenuto un piccolo cilindretto chiudi l’ultimo punto e annoda il filo. Ricomincia il lavoro attaccando il filo all’altezza di cm. 2 del cilindretto e lavora intorno un piccolo centrino.

Realizza un centrino di due giri di lavoro, anche realizzando degli archetti che poi ricopri con delle maglie basse. Alla fine dei due giri annoda il filo. Realizza una strisciolina,sempre con l’uncinetto e il cotone rosso, per ricoprire la bocca del barattolo (dove si avvitava il tappo). Avvia una catenella lunga quanto l’apertura, chiudi a cerchio e lavora in tondo per circa cm.1 di altezza a maglia bassa, l’altezza della strisciolina deve essere tale da poter ricoprire la parte che serviva per avvitare il tappo.

Incolla la strisciolina ottenuta lungo la bocca del barattolo con un po’ di colla Introduci il barattolo dentro il centrino, facendo coincidere la base del barattolo sui 2 cm. del cilindretto,in modo che il centrino poggia sul piano, mentre la parte più grande del cilindretto deve stare in alto(guarda la foto). Metti un po’ di colla vinilica lungo i bordi del cilindretto in modo che resti attaccato sul barattolo. Inserisci all’interno del barattolo la candela tea light.

Vuoi dare alla tua casa un tocco di fascino coloniale realizzando un oggetto dal sapore antico? Il baule coloniale, con i suoi colori caldi e le immagini di bellissimi leopardi, saprà regalare ad ogni ambiente l’atmosfera seducente di uno stile “esotico”, di forte tendenza nell’arredamento contemporaneo. Ecco come realizzarlo.

Occorrente
Baule in legno, tovagliolino con immagine leopardata, colla velo per decoupage, rullo, pennello sintetico piatto da 4 cm, colori acrilici (panna, arancio, ocra, terra di siena), Antik 1 e 2, patina nera e oro, spugna naturale, finale opaco trasparente).

Prepara il fondo del baule applicando con un piccolo rullo una o più mani di colore acrilico panna. Lascia asciugare. Ritaglia l’immagine di un leopardo, ad esempio da un tovagliolino (o da un foglio di un giornale o da una rivista). Incolla la figura con la colla velo stendendo accuratamente l’immagine con il pennello procedendo dal centro verso l’esterno.

Poni i colori acrilici terra di siena e ocra su un piattino di plastica, con una spugna naturale picchietta i colori, mischiati insieme sull’intera superficie del baule creando delle sfumature con l’immagine leopardata a decoupage. Lascia che il colore asciughi perfettamente. Per antichizzare il baule puoi creare delle crepe stendendo con le mani o con il pennello piatto il colore Antik 1 su tutto il baule.

Lascia asciugare leggermente e poi procedi con la seconda fase passando nello stesso modo il prodotto Antik 2. Dopo di ché lascia asciugare definitivamente. Una volta che il baule è completamente asciutto, vedrai apparire delle crepe. Mettile in evidenza con la patina oro e nera passata su tutta la superficie con un panno. Per proteggere il lavoro e renderlo impermeabile, stendi una mano di finale opaco trasparente, lascia asciugare.

Il livello dell’olio del motore è un parametro fondamentale da non sottovalutare, pena la possibile fusione del motore stesso. Quindi è fondamentale che stia sempre al giusto livello per garantire le automazioni del veicolo senza alcun problema per le parti meccaniche. Segui la guida.

La prima regola fondamentale per potere controllare il livello dell’olio motore è quella di spegnere il motore in un luogo con suolo pianeggiante, e attendere che raffreddi. Tirare fuori l’asta di livello. A questo punto, indossate dei guanti (a questo proposito, tenete sempre gli attrezzi necessari per una qualsiasi emergenza, dentro il portabagagli della vostra auto).

Alzate quindi la leva, normalmente posta sotto il volante dell’auto, fino ad aprire il cofano. Alzate il cofano e fermatelo con l’apposita asta di bloccaggio. Estraete a questo punto, l’asta dell’olio, posta sopra il blocco motore in basso e, dopo esservi muniti anche di una pezza o straccio, pulite l’asta con la stessa.

Reinserite l’asta nel proprio alloggio per tre secondi circa ed estraetela nuovamente. Osservate quindi il limite tra la parte asciutta e la parte lubrificata: deve trovarsi tra il “mini” e “maxi”. Sopra il maxi: rischio di rottura del giunto di tenuta del serbatoio d’olio. In questo caso, occorre togliere l’eccedenza rapidamente. Se invece risulta essere sotto al minimo, dovete rimanere fermi, perché circolare con un livello d’olio insufficiente significa correre il rischio di fondere una biella. Rimboccate con l’olio idoneo alla vostra vettura, seguendo questa guida sul sito Manutenzioneauto.net, fino al raggiungimento del livello.

Cesti e vecchi contenitori possono conoscere una seconda giovinezza se “aiutati” da una mano di vernice o da una bordura di fiori secchi, come nel caso di questo canestrello di bambù e rete metallica. Il ricco festone fiorito sfrutta gli azzurri, i rosa e i viola dell’origano, della Cacalia coccinea, dell’Echinops (cardo pallottola) e dell’Eryngium (calcatreppola) per creare una decorazione d’incredibile effetto.

Occorrente
33 steli di Echinops essiccati
Ferretti da 0,71 mm
24 steli di Eryngium essiccati
Ferretti argentati da 0,38 mm
1 mazzo di cacalia coccinea essiccata
1 mazzo di origano essiccato
60 steli di Lavandula essiccati
Nastro alla guttaperca
Fil di ferro argentato in rocchetto da 0,32 mm
Canestro rettangolare di bambù e rete metallica
Forbici

Accorciate i cardi a 2,5 cm ed eseguite su ognuno una legatura doppia coi ferretti da 0,71 mm. Tagliate analogamente la calcatreppola e ingambate ogni stelo coi ferretti da 0,38 mm. Scomponete i capolini di Cacalia e origano in 20 ciuffetti lunghi 5 cm ciascuno, da ingambare individualmente coi ferretti da 0,38 mm.

Tagliate gli steli di Lavandula (lavanda) a cinque centimetri, riunitele a gruppi di tre e legatele coi ferretti da 0,38 mm. Fasciate tutti gli elementi ingambali con la guttaperca. Adagiate lo stelo ingambato di una calcatreppola sul bordo del canestro e attaccatelo col fil di ferro argentato da 0,32 mm.

Sormontate leggermente la calcatreppola con un ciuffetto di Cacalia, da legare con lo stesso fil di ferro. Sormontate la Cacalia con un cardo, il cardo con l’origano e l’origano con la lavanda, legando il tutto con lo stesso tratto continuo di fil di ferro. Ripetete la successione dei materiali tutt’intorno. A lavoro ultimato, fermate il filo facendolo passare più volte intorno al bordo del canestro.

Hai a casa un vecchio catino di alluminio e non sai proprio che fartene? Ecco un’idea per renderlo nuovamente bello e funzionale. Basta trovare una bella carta per decoupage con motivi floreali e un po’ di vernice acrilica e sarà completamente trasformato.

Per cominciare, lava il catino con acqua e sapone per sgrassarlo. Asciugalo con uno straccio pulito e passa due mani di gesso con una pennellessa. Passa poi due mani di colore acrilico avorio e lascia asciugare. Stempera in un piattino 1 cucchiaio di acrilico bianco, poca acqua e due gocce di marrone. Con il marrone chiaro ottenuto e con una spugnetta, tampona leggermente il catino e sfuma le spugnature.

Ritaglia poi dalla carta le rose e l’edera e posiziona i ritagli all’esterno e all’interno del catino, fissandoli con del nastro adesivo. Traccia sull’oggetto i contorni dei ritagli, restando qualche millimetro sotto i bordi. Realizza delle ombreggiature lungo i contorni a matita. Utilizza un po’ di rosso con una punta di terra di Siena bruciata per il contorno delle rose. Lascia asciugare.

Metti a bagno i ritagli, asciugali e stendili sul retro con un po’ di colla. Con gli stessi colori usati in precedenza, fai delle spugnature sui bordi e sui manici del catino per completare la decorazione e lascia asciugare bene. Dopo 8 ore carteggia la superficie per livellare i bordi della carta e ripeti finché il lavoro non sarà ultimato.

Un’opportunità interessante ma decisamente formativa dal punto di vista delle esperienze di vita e di lavoro fuori dal suolo italiano può essere quella di dedicarsi ad un tipo di lavoro “stagionale”, ovvero un lavoro che non è un vero e proprio lavoro dal punto di vista dei tempi, ma che può dare un’idea di quella che è l’esperienza di vita nel paese in cui si sceglie di andare a lavorare.

Il lavoro stagionale all’estero è un tipo di lavoro che si svolge generalmente in periodi di vacanza, sostanzialmente in periodi estivi: può essere il lavoro dell’animatore sulle navi da crociera, il cameriere presso un ristorante tedesco, l’assistente cuoco in un ristorante spagnolo o ancora lavoro stagionale nel campo dell’agricoltura. Quest’ultimo è offerto generalmente dalle nazioni come la Francia e la Spagna, ed offre sicuramente delle ottime opportunità non solo per imparare una lingua diversa dalla propria in maniera del tutto gratuita, ma anche di fare un’esperienza diversa entrando in contatto con lo stile di vita di un paese diverso nel quale magari si sta pensando di trasferirsi e di andare a vivere.

Vediamo quindi insieme alcuni esempi di lavoro stagionale all’estero, che possono essere molto utili per compiere i primi passi in una realtà sociale ed economica diversa da quella di appartenenza.

Lavoro stagionale in ambito agricolo in Spagna

Un tipico esempio di lavoro stagionale all’estero che si sta profilando negli ultimi anni è quello del lavoro in campo agricolo soprattutto nelle coltivazioni biologiche, nel quale si può prestare il proprio servizio in cambio di vitto e alloggio: in questi casi (un lavoro di questo tipo è per esempio possibile in Spagna), si richiede una conoscenza di base della lingua e requisito indispensabile è aver compiuto 17 anni di età, e, fattore molto importante, per questo tipo di lavoro viene reclutato solo chi è realmente interessato alla coltivazione biologica e non chi vorrebbe lavorare solo per imparare lo spagnolo. Per ottenere maggiori circa il lavoro stagionale in ambito agricolo in Spagna è possibile contattare l’azienda Coordinadora de Agricultura Ecologica, Apartado 2580, 08080 Barcelona.

Lavoro stagionale in ambito agricolo in Francia

Un altro esempio di lavoro stagionale in ambito agricolo è quello che si può svolgere in Francia, in cui gli ambiti ed i settori in cui è possibile prestare il proprio servizio sono tra i più disparati, dalla raccolta di mele alla vendemmia, dalla raccolta del mais a quella dei pomodori, dalla raccolta di foglie di tabacco a quella di fragole e ciliegie, eccetera. Requisito indispensabile per questo tipo di lavoro è necessariamente quello di avere un buon spirito di adattamento, visto che in molti casi la paga è a cottimo e non tutte le aziende offrono anche vitto e alloggio. Inoltre, il lavoro è molto duro e non lascia moltissimo tempo libero per sé, ma vale comunque la pena di provare un’esperienza del genere se si sta pensando di trasferirsi e lavorare fuori Italia. Per ottenere maggiori informazioni, si può contattare il Centre d’Information et de Documentation Jeunesse di Parigi (101 quai Branly, 75015 Paris, tel. 0039.1.44491200), al quale richiedere tutti gli indirizzi delle aziende che offrono questo tipo di lavoro.

Lavoro stagionale sulle navi da crociera

Parlare di questo tipo di lavoro stagionale significa sostanzialmente aprire una grossa parentesi sul lavoro stagionale all’estero, visto che sulle navi da crociera sono moltissime le occupazioni richieste ed i lavori che è possibile svolgere. Dall’animatore turistico per bambini alla baby sitter, dal musicista al cantante, i lavori stagionali che si possono svolgere sulle navi da crociera sono tra i più disparati. Requisito indispensabile per questo tipo di lavoro è chiaramente quello di conoscere la lingua inglese, senza la quale è praticamente impossibile svolgere un qualsivoglia lavoro che abbia come principale attività il contatto con il pubblico. Ovviamente, vale anche in questi casi la regola dei normali requisiti richiesti per lo svolgimento delle attività per le quali ci si candida: non ci si può candidare per fare il personal trainer se non si hanno i requisiti adatti, eccetera. Il consiglio in questi casi è quello di contattare con un certo anticipo (magari anche due o tre mesi prima) le compagnie navali per presentare la propria domanda ed inviare la propria candidatura.

Come trovare occupazione nel lavoro stagionale

Le possibilità sono tra le più svariate:
Si può trovare occupazione in questo campo attraverso l’iscrizione ad agenzie di lavoro presenti nel nostro paese oppure attraverso l’Informagiovani del proprio comune di residenza;
Il lavoro stagionale può essere ricercato anche attraverso una semplice ricerca su internet, magari digitando su un motore di ricerca le parole “lavoro stagionale” seguite dalla città o dal paese in cui si vuole andare a lavorare per un breve periodo;
Il terzo modo interessante per trovare un lavoro stagionale è quello di contattare direttamente l’azienda presso la quale ci si vuole candidare, premunendosi di scrivere un curriculum vitae o/e una lettera di presentazione nella lingua del paese in cui ci si propone.

Come tutti sappiamo, McDonald è una delle più importanti e rinomate aziende di ristorazione e di fast food, che nasce in America ma ha un discreto successo in tutto il mondo: il segreto del suo successo – ricordiamo che l’azienda ha all’incirca 58 anni di vita – è dovuto principalmente alla sua semplice e geniale gestione imprenditoriale lanciata nel 1955 da Ray Kroc, fondatore del primo ristorante Mc Donald’s nell’Illinois, in America.

Mc Donald’s ha fatto strada nel corso degli anni, raggiungendo moltissimi paesi, ed ovviamente sbarcando anche in Italia, che ha accolto l’azienda con un discreto successo.

Ad oggi, essa rappresenta uno dei fast food più apprezzati e di moda, soprattutto tra i giovani, e può vantare, solo in Italia, più di 500 tra ristoranti e Mc Cafè ed all’incirca 14000 dipendenti.

Veniamo quindi all’aspetto lavorativo: come si può lavorare per Mc Donald?

Prima di tutto, bisogna collegarsi al sito Internet italiano dell’azienda selezionare, in alto a sinistra, la sezione McDonald lavora con noi.

Si aprirà un indirizzo Internet, ovvero McDonald lavora con noi, nel quale sarà possibile visualizzare le diverse opzioni per chi intende lavorare con McDonald : “Chi siamo”, “Franchising” e “Chi cerchiamo”, sono le tre opzioni più interessanti e messe in evidenza dalla stessa azienda.

Tra le varie opzioni, inoltre, c’è la possibilità di visualizzare anche le varie opportunità di lavoro per McDonald in Europa, oltre che quella di inviare il proprio curriculum presentando, all’azienda, una propria autocandidatura.

Collegarsi a Lavora con noi McDonald è il primo passo da compiere se vuoi lavorare in un McDonald

Il burrocacao è un cosmetico che si utilizza per le labbra screpolate, come protezione contro il freddo. Non tutti i burrocacao in commercio sono efficaci, e allora perché non provare a farne uno in casa davvero idratante?

Fare il burrocacao in casa è davvero molto semplice. Vi servono alcuni ingredienti come il burro di karité, il burro di cacao, la cera d’api, l’olio di jojoba e il tocoferolo o vitamina E, tutti questi ingredienti si possono acquistare nelle erboristerie oppure online.

Questi ingredienti possono essere variati in base alle proprie esigenze, per esempio potete utilizzare solo il burro di karité, la cera d’api e l’olio di jojoba o qualche altro tipo di olio vegetale (come l’olio di Argan, l’olio di rosa mosqueta o l’olio di riso); oppure si può evitare di mettere il burro di cacao e sostituirlo con altri tipi di burro come quello di mango.

Vi servirà uno stick vuoto che bisogna pulire bene con acqua e sapone aiutandovi con una spugnetta se necessita, poi si spruzza un po’ di alcol e si lava nuovamente con acqua e sapone, quindi si sciacqua bene e lo si lascia capovolto per farlo asciugare bene perché l’acqua deve andare via, se rimane un po’ di acqua o di umidità, il burrocacao va a male. Se non avete lo stick, potete utilizzare una scatolina di metallo o un barattolino di vetro.

Questi sono gli ingredienti che vi servono
3 gr di burro di karité (1 cucchiaino)
1 gr di burro di cacao (circa 1/4 di cucchiaino)
1 gr di cera d’api (circa 1/2 cucchiaino)
10 gocce di olio di jojoba
3 gocce di tocoferolo o vitamina E
2 gocce di olio essenziale a piacere

Occorrente
1 stick (o una scatolina)
1 siringa (facoltativo)
Procedimento

Prendete 3 gr di burro di karité e mettetelo in un contenitore piccolo di vetro, poi aggiungete 1 gr di burro di cacao e 1 gr di cera d’api, quindi mettete il contenitore dentro un pentolino a bagnomaria. Quando il composto si sarà sciolto, aggiungete 10 gocce di olio di jojoba (se volete che il burrocacao venga più duro, mettetene di meno) e 3 gocce di tocoferolo. Mescolate continuamente e quando gli ingredienti si sono sciolti tutti, togliete il pentolino dal fuoco e continuate a mescolare (a questo punto potreste anche aggiungere qualche olio essenziale o se non lo avete potete mettere un po’ di aroma per dolci alla vaniglia). Poi prendete lo stick pulito e giratelo in senso orario (cioè nel senso opposto per farlo uscire quando si applica sulle labbra), ora siete pronte per riempirlo.

Mantenete lo stick con una mano e con l’altra versateci pian piano tutto il composto cercando di non farlo uscire, fermatevi prima di raggiungere il bordo (se lo stick che avete ha un buchino sul fondo, dovete utilizzare una siringa, vi spiegherò di seguito come si fa). Fatto questo, lasciatelo così senza toccarlo per qualche ora per farlo solidificare e aspettate sempre un giorno prima di usarlo. Se vi resta del composto potete metterlo in un altro stick pulito o in un contenitore piccolo. Otterrete un burrocacao morbido che vi darà un effetto lucido e le vostre labbra saranno veramente idratate!

Se il burrocacao vi sembra troppo duro o troppo morbido e non vi piace, potete rifonderlo e rifarlo aggiungendo un po’ di olio se lo volete più morbido o un po’ di cera se lo volete più duro.

Se nello stick che avete c’è un buchino sul fondo, dovete utilizzare una siringa, altrimenti il composto uscirà tutto. Procedete in questo modo: prendete una siringa da 5 ml senza ago, tirate lo stantuffo un po’ indietro e tagliate la punta (tutta la parte finale dove di solito si inserisce l’ago) con un coltello. Ora tirate tutto lo stantuffo e mettete la siringa in posizione verticale facendola poggiare sul ripiano dalla parte dello stantuffo e riempitelo con il vostro composto che avete sciolto. Una volta raffreddato, il composto sarà solido, però per essere sicuri aspettate minimo un’ora. Fatto questo, prendete il vostro stick e inserite il burrocacao solidificato spingendo lo stantuffo della siringa nello stick e voilà il vostro burrocacao è pronto.

Il lavoratore, destinatario di un procedimento disciplinare tramite lettera di richiamo, ha un arco di tempo di 5 giorni per predisporre e comunicare al datore di lavoro le proprie giustificazioni ed è tenuto a precisi adempimenti. Una volta trascorso tale termine senza che le controdeduzioni siano pervenute al datore di lavoro, questi può legittimamente irrogare la sanzione disciplinare.

Comunicazione della volontà. Anzitutto, il lavoratore ha l’onere di comunicare la volontà di presentare giustificazioni scritte o di essere ascoltato a difesa, in termini univoci, a tutela dell’affidamento del datore di lavoro.
Tale richiesta costituisce un atto unilaterale recettizio, soggetto alla disciplina contenuta negli artt. 1334 e 1335 cod. civ.. Essa può cioè produrre effetto solo nel momento in cui viene a conoscenza della persona alla quale è destinata e si reputa conosciuta nel momento in cui giunge all’indirizzo del destinatario.

Risulta essere vero che la contestazione anticipa I’irrogazione della sanzione per permettere al lavoratore che Io richieda di essere “sentito a sua difesa” (art. 7, co. 2, Stat. Iav.), eventualmente assistito dal rappresentante sindacale (art. 7, co. 3, Stat. Iav.), tuttavia, in assenza di richieste in tal senso, il datore di lavoro non è tenuto a sentire il lavoratore.
Se poi il prestatore avanza la richiesta di essere sentito di persona successivamente al termine di 5 giorni, non è configurabile un suo diritto ad essere ascoltato né un correlativo obbligo del datore di lavoro. Tantomeno viola l’art. 7 Stat. Lav. l’eventuale scelta aziendale discrezionale di accedere alla richiesta tardiva del lavoratore ad essere ascoltato ed il lavoratore non si presenti, chiedendo la fissazione di un nuovo incontro.

Forma della difesa. La difesa del lavoratore può concretizzarsi nella più completa libertà di forma [e, dunque, per iscritto, come oralmente.

Doppia difesa. Il lavoratore ha diritto di esercitare una doppia difesa, sia per iscritto che attraverso I’audizione personale, salvo che la successiva richiesta di audizione risulti palesemente pretestuosa o dilatoria, tanto da giustificare il rifiuto datoriale.

Supplemento di difesa. Se poi il lavoratore, dopo l’audizione personale o la presentazione di giustificazioni scritte, richieda un supplemento di difesa, il datore di lavoro è tenuto a consentirla solo qualora detta richiesta “risponda ad esigenze di difesa non altrimenti tutelabili, in quanto non sia stata possibile la piena realizzazione della garanzia apprestata dalla legge”, ossia il lavoratore non abbia potuto “presentare compiutamente la propria confutazione dell’addebito”.

L’assistenza del rappresentante sindacale. Nel settore privato, il lavoratore ha diritto di farsi assistere solo dal rappresentante sindacale (art. 7, co. 3, Stat. Lav.) e non dal suo legale, non essendovi nella legge alcun riferimento all’assistenza tecnica (prevista, invece, in giudizio, ex art. 24, co. 2, Cost.).

Invece, nel pubblico impiego, per il procedimento disciplinare è prevista una diversa disciplina, in base alla quale il dipendente può farsi assistere, oltre che da un rappresentante sindacale, anche da un procuratore (art. 55 bis, D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165).
Il lavoratore può investire qualsiasi sindacato, non soltanto quello che abbia costituito le rappresentanze sindacali aziendali (ai sensi dell’art. 19 dello Statuto dei lavoratori) nell’unità produttiva in cui egli presta la sua opera.